Un pezzo di mattone rosso bastava per giocare! Linee storte di mani incerte.
Liti, antipatie, finite nel tempo di un grido d'allegria.
Quanto era semplice, serviva solo un sasso, la voglia di divertirsi e le ore sembravano volare nei tiepidi pomeriggi di primavera.
Ricordo quei volti, a volte, quei vestiti gli scherzi e i dispetti, ginocchia ferite e gomiti graffiati, biciclette, oggi vecchie e arrugginite, buttate a terra di lato.
Il nostro angolo felice era il frutto del primo passo di un mondo che andava verso il futuro e che ora a cercarlo, quel futuro, è diventato un passato per molti ridicolo, ma per noi che c’eravamo, un rimpianto di serenità per sempre perdute.
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