SONO ALLA RICERCA CONTINUA DELLA BELLEZZA.
NON NE SONO MAI ASSUEFATTO E LA RINVENGO NELLA MUSICA, NELLA NATURA, NEI SEMPLICI GESTI QUOTIDIANI, NELL'AMORE.
MI SFORZO DI RIPRODURLA DIPINGENDONE CON LA LUCE, LE SUE INNUMEREVOLI FATTEZZE.
LONTANO DALLE VACUITÀ DELLA VITA, GUARDO LA TERRA ED IL CIELO COSÌ PRIMORDIALMENTE NITIDO ED IMMUTABILE! SOLO IN QUEI BREVI ISTANTI POSSO PREVALERE LA MALINCONIA CHE SPESSO MI ACCOMPAGNA.
CROCE E DELIZIA DELLA MIA ESISTENZA.
A volte la natura prende, come recentemente ha fatto con la mia terra e soprattutto con la mia città, L'Aquila! Ma spesso dona palpiti di pura bellezza...
Cliccate sul link, per vedere alcune mie foto eseguite qualche tempo fa.
Un bacio grande a tutti e scusatemi se i miei post non vengono pubblicati con la stessa frequenza di un tempo.
Madre Natura, mi ha invitato a riconoscere le sue magnificenze, accompagnandomi nei suoi silenti sentieri, verso una pianura elevata lontano dal caos della modernità.
Mi ha parlato con il canto degli uccelli, con il gorgoglio dei ruscelli, ed io che cerco sempre di dipingerla umilmente con la luce, mi ha mostrato ancora una volta uno dei suoi tanti volti.
Che bel dono mirare in quegli occhi tanta fiera bellezza! Il mio spirito, non dimenticherà mai questi incontri, magnifici ed inaspettati.
Cinque anime a contemplare l’universo infinito, sguardi attenti per ghermire il barlume degli astri e silenzi senza fine, per venerare la magnificenza del creato.
Una scia rilucente di pura bellezza a meravigliarci e le nostre vite, in perfetta armonia con il firmamento.
Brividi, emozioni, speranze, nella notte dei desideri!
Cinque cuori semplici, che per poche ore hanno palpitato all’unisono, con il vibrar delle stelle.
Ancora una volta, ho cercato di dipingere con la luce, le bellezze della natura.
Lontano dalle maschere che la vita c’impone, sono tornato a guardare Madre Terra con animo infantile.
In quei brevi attimi, in cui tutto compariva in perfetto equilibrio, mi era gradito pensare che nel profondo del bosco, nel luogo più recondito, la Madre avesse contemplato il mio volto, ed ordinato agli antichi spiriti della foresta, di proteggere i miei passi.
Sì, ho trovato rifugio sotto quegli alberi e tutto si mostrava in perfetta armonia!
A tutti voi, dedico questa splendida canzone che onora nostra Madre Terra, da sempre porgitricedi vita, ed unica vera bellezza! Sì, questo canto, rispecchia appieno la mia anima.
Cliccare Play per ascoltare la song, escludendo ovviamente la musica di sottofondo del blog in basso a sinistra :-)
Madre Terra (Within Temptation):
Testo tradotto
Uccelli e farfalle
Fiumi e montagne lei crea
Ma non saprai mai
La sua prossima mossa
Puoi tentare
Ma è inutile chiedere il perché
Non puoi controllarla
Va per la sua strada
Lei governa, e fino alla fine del tempo
Dona e prende
Lei governa, e fino alla fine del tempo
Va per la sua strada
Con ogni respiro
E tutte le scelte che facciamo
Stiamo semplicemente passando per la sua strada
Trovo la mia forza
Credo che la tua anima continui a vivere
Fino alla fine del tempo
La porterò con me
Un giorno saprai, mia cara
Non devi temere
Un nuovo inizio comincia sempre alla fine
Fino alla fine del tempo
Va per la sua strada.
Mother Earth(Within Temptation):
Testo originale
Birds and butterflies
Rivers and mountains she creates
But you'll never know
The next move she'll make
You can try
But it is useless to ask why
Cannot control her
She goes her own way
She rules until the end of time
She gives and she takes
She rules until the end of time
She goes her own way
With every breath
And all the choices that we make
We are only passing through on her way
I find my strength
Believing that your soul lives on
Until the end of time
I'll carry it with me
Once you will know my dear
You don't have to fear
A new beginning always starts at the end
Until the end of time
She goes her own way.
Un punto nell’universo eppure così importante, l’esistenza mia è legata ai suoi dolci declivi, alle severe vette, ai silenziosi e grandiosi territori rilucenti di semplice bellezza! Capaci di innalzare il più prostrato degli animi umani.
Nell'intimo dei propri confini, sono padrone; all'esterno il suo pensiero mi rende forte.
La sua anima è il mio palpito e le sue brezze, i miei respiri.
Vi fu un tempo in cui uomini e donne si riunivano al chiarore della luna piena, danzando in cerchi con gioia e letizia, cantando e lodando gli Dei.
Tutto era magico, ma l’incantesimo non rappresentava qualcosa d’oscuro da cui l'uomo doveva guardarsi! Era il mistero della vita stessa, il ciclo perenne del levarsi e tramontare del sole e della luna, che scandivano l'eterno alternarsi delle stagioni.
Era il tempo in cui nel cuore delle foreste, riecheggiavano mille voci d’elfi e fate, scaturite dalla semplice fantasia di quegli uomini.
Era l’istante in cui ogni albero, qualunque pietra, qualsiasi ruscello, levava al cielo la sua voce.
Poi giunse pian piano il tempo del distacco dal creato, in cui l’umanità ritenne di poter sfruttare la natura a proprio piacimento, cominciando ad interessarsi ad altre cose come il potere, la guerra, il denaro.
C’è però ancora un’originale "bellezza", sopita da millenni nel grembo della terra e brillerà sempre negli occhi di chi saprà contemplarla! La Madre Terra, continuerà a comunicare, con chi avrà cuore e saggezza nel voler ascoltare...
L'immagine è mia.
Parco Naz. Del Gran Sasso (lago di Campotosto_L'Aquila)
Solo due minuti del vostro tempo! Accendete le casse del computer, ascoltate la musica di sottofondo, ed ammirate cosa la natura sa offrire a chi ha la sensibilità di guardarla. Spero di donare al vostro cuore, l'emozione che i miei occhi hanno avuto la fortuna di raccogliere.
L'immagine è mia.
Lago di Provvidenza e bosco del Chiarino (Parco Naz. Gran Sasso E Monti Della Laga) L'Aquila
Amo l’asprezza della mia terra, la sua semplicità, i dolci declivi, le severe vette.
Venero le solitarie chiese costruite con antica pazienza dai pastori.
Onoro la mia Madre Terra, che degli Appennini ne è il cuore , ed in quei silenzi è facile ascoltarne il palpito.
Trovo in questi luoghi una immensaspiritualità, ed ancestrali silenzi.
Se le Alpi nella nostra penisola rappresentano la corona, l’Appennino ne è la spina dorsale, ed è proprio all’ombra di questi monti, dall’uno e dall’altro versante (Adriatico e Tirrenico), che i nostri antenati hanno costruito grandi civiltà.
Importanti, anonime, sfavillanti, veloci e macchiate dal sangue di molti giovani.
Altre dove si vende amore che amore poi non è e centinaia di migliaia d’altre ognuna con la sua storia da raccontare.
Io ne amo una in modo speciale.
E’ una via particolare, difficile da scorgere, immersa com’è nella magnificenza della natura.
Un dì era molto importante, oggi dimenticata dal tempo che corre veloce! Questa strada collegava l’Abruzzo alla Puglia e su di essa transitavano pastori che con l’arrivo dell’inverno portavano le greggi verso pascoli meno ingrati.
La natura però sa ricompensare! Tornata l’unica padrona di quell’antico percorso, nella stagione della rinascita, gli ha donato fiori a perdita d’occhio ed il cuore di chi osserva non può che emozionarsi dinanzi a tanta BELLEZZA.
Com’è possibile rimanere noncuranti di fronte alla limpidezza d’un ruscello di montagna, non dimorano tenebre in quelle acque e il suono che si ode è musica sublime.
Le fragranze di muschio colmano l’aria ed è leggero perfino respirare.
Le brutture del mondo sono distanti, come lo sono i miei fantasmi.
Non ne sono mai assuefatto e la rinvengo nella musica, nella natura, nei semplici gesti quotidiani, in lei.
Mi sforzo di riprodurla dipingendone con la luce, le sue innumerevoli fattezze.
Lontano dalle vacuità della vita, guardo la terra ed il cielo così primordialmente nitido ed immutabile! Solo in quei brevi istanti posso prevalere la malinconia che spesso mi accompagna.
In tutta Europa dilaga il timore della siccità. Una stagione invernale anomala (non è la fine del mondo, è già accaduto, ma stavolta è dura...), niente neve, temperature elevatissime.
No al catastrofismo, per carità, ma non trattiamo gli scienziati come maghi o astrologi da due centesimi.
Molti di loro, da qualche tempo alzano la voce e ci mettono in guardia: il mondo sta cambiando rapidamente e profondamente.
Diamoci una mossa: è urgente.
Anche le città montane corrono il serio rischio della siccità.
Ad esempio, le montagne abruzzesi e aquilane, sono il catino, il serbatoio naturale, la riserva idrica che da dà bere a metà Abruzzo.
Senza neve, non ci sarà acqua: non si scappa.
Lo capirebbe un bambino di tre anni.
Non ce n'è abbastanza per preoccuparsi? Non terremo conto delle previsioni meteo d’origine britannica, che annunciano un'estate torrida, caldissima, secca.
Vogliamo sperare che tutti siano in errore, benché altre previsioni di quei signori si siano rivelate drammaticamente esatte.
Anche noi, nel nostro piccolo, potremmo risparmiare molta acqua con piccoli gesti quotidiani:
• Un bagno richiede fino a 150 litri d'acqua, quasi il triplo di quelli necessari per una doccia.
• Ci si può lavare i denti o radersi la barba senza far scorrere fiumi d’acqua, ma tenendo il rubinetto aperto solo quando necessario.
• Lo stesso in cucina: ad esempio per lavare i piatti è più economico riempire il lavello piuttosto che far scorrere ininterrottamente il flusso d'acqua.
• A chi utilizza lavatrici o lavastoviglie, si consiglia ridurre il numero di lavaggi facendoli funzionare solo a pieno carico.
Infatti una lavatrice o una lavastoviglie consumano la stessa quantità d'acqua sia a metà che a pieno carico.
• Consigliamo di applicare ai rubinetti di casa un frangigetto che, miscelando aria ed acqua, vi farà risparmiare migliaia di litri d’acqua.
• Non trascurate le piccole perdite domestiche: un rubinetto che gocciola, può farvi sprecare anche 100 litri d'acqua in un solo giorno.
FACCIAMOLO TUTTI…! Che poi si risparmiano pure bei soldini.
Vorrei dedicarvi inoltre, questo bel testo di una canzone dei Nomadi, che parla un po’ d’ecologia!
Le Strade: La terra fertile e grassa, non rende più,
mentre tra quelle colline, il sole va giù,
tra sprazzi di cielo annoiato, sopra ai canali,
la nebbia confonde e crea giorni uguali,
si agitano gli alberi al vento e muoion le foglie,
delle stagioni ora il tempo, non marca le soglie,
ma c'è un odore di terra, odore lontano,
che ci riporta ad un mondo più umano...
Ma quelle strada, che conducono agli orti,
conservano ancora intatti altri volti,
quelli di gente, che non ha avuto niente,
e che ancora lotta e lotterà per sempre.
Dietro al mulino i rifiuti, portati dal fiume,
che taglia la grande pianura, ridotta a bitume,
mentre il tempo passato, non ha dato traccia,
il gelido vento che arriva, ti sferza la faccia,
il cuore della campagna, batte ormai stanco,
stanco di troppe parole, date in pasto al branco,
ma c'è un odore di terra, odore lontano,
che ci riporta ad un mondo più umano...
Ma quelle strade, che conducono agli orti,
conservano ancora intatti altri volti,
quelli di gente, che non ha avuto niente,
e che ancora lotta e lotterà per sempre..