SONO ALLA RICERCA CONTINUA DELLA BELLEZZA.
NON NE SONO MAI ASSUEFATTO E LA RINVENGO NELLA MUSICA, NELLA NATURA, NEI SEMPLICI GESTI QUOTIDIANI, NELL'AMORE.
MI SFORZO DI RIPRODURLA DIPINGENDONE CON LA LUCE, LE SUE INNUMEREVOLI FATTEZZE.
LONTANO DALLE VACUITÀ DELLA VITA, GUARDO LA TERRA ED IL CIELO COSÌ PRIMORDIALMENTE NITIDO ED IMMUTABILE! SOLO IN QUEI BREVI ISTANTI POSSO PREVALERE LA MALINCONIA CHE SPESSO MI ACCOMPAGNA.
CROCE E DELIZIA DELLA MIA ESISTENZA.
E’ nel mio esistere riavvolgere spesso il nastro dei ricordi.
Oggi, ascoltando per radio una vecchia canzone, la memoria si è soffermata ai primi anni ottanta del secolo passato.
Mi sono rivisto adolescente, in una colonia comunale sul Mare Adriatico, letizia e serenità sono stati quei momenti!
Ricordo soprattutto te Giulia, degli sguardi che mi regalavi, della tua profonda dolcezza, dei nostri baci, durati solo un’estate di tanto tempo fa.
Nei jukebox suonava una canzone che ci piaceva tanto e che oggi, ho avuto l’emozione di riascoltare.
Sì Giulia, questo canto è per te, anche se non saprai mai che te l’ho dedicato.
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Jenny:
Jenny sembrava felice di correre lungo il mare di andare tornare giocare di farsi perdonare io le baciavo le ciglia che meraviglia felici eravamo felici ma l'estate finiva e dovevo lasciarla.
Jenny era tanto sicura
che noi ci saremmo trovati di nuovo di certo anche lei non sapeva dove però io l'ho creduta.
Quante promesse scambiate dimenticate sincera sembrava sincera e poi
davvero era bella per me la più bella.
Jenny era la mente mia era dentro le foglie nel vento dentro l'acqua nel sole
sui monti e anch’io io le dormivo dentro quante foto con amore
che mi avrà lasciato
e quante le notti di mare che son stato con gli occhi alle stelle a pensarla.
Ore di allegria e anche
ore di malinconia
non ci pensare sei mia ma sapevo che finiva
poi le baciavo le labbra dopo un po’ le ciglia
felici eravamo felici ma l'estate finiva e dovevo lasciarla...
Dalla mia finestra, rivolgo uno sguardo verso il cielo.
Sembra che il tempo moderi lo scorrere, replicando all’infinito albe e tramonti multicolori.
Lo sguardo poi si posa sull’azzurrino delle montagne, ed il mio cuore reclama serenità, troppo spesso turbata dalla malinconia! Croce e delizia della mia esistenza.
Esiste la felicità? Io la inseguo da sempre, ma raramente mi ha dato l’opportunità di sfiorare un lembo di paradiso.
E’ provvisoria, evanescente! Nasce, prospera, ed infine come la vita terrena, decede.
Abbandonerò la ricerca, soltanto se deciderà di lambirmi per sempre con le sue ali.
Vi fu un tempo in cui uomini e donne si riunivano al chiarore della luna piena, danzando in cerchi con gioia e letizia, cantando e lodando gli Dei.
Tutto era magico, ma l’incantesimo non rappresentava qualcosa d’oscuro da cui l'uomo doveva guardarsi! Era il mistero della vita stessa, il ciclo perenne del levarsi e tramontare del sole e della luna, che scandivano l'eterno alternarsi delle stagioni.
Era il tempo in cui nel cuore delle foreste, riecheggiavano mille voci d’elfi e fate, scaturite dalla semplice fantasia di quegli uomini.
Era l’istante in cui ogni albero, qualunque pietra, qualsiasi ruscello, levava al cielo la sua voce.
Poi giunse pian piano il tempo del distacco dal creato, in cui l’umanità ritenne di poter sfruttare la natura a proprio piacimento, cominciando ad interessarsi ad altre cose come il potere, la guerra, il denaro.
C’è però ancora un’originale "bellezza", sopita da millenni nel grembo della terra e brillerà sempre negli occhi di chi saprà contemplarla! La Madre Terra, continuerà a comunicare, con chi avrà cuore e saggezza nel voler ascoltare...
L'immagine è mia.
Parco Naz. Del Gran Sasso (lago di Campotosto_L'Aquila)